Fabrizio Corona furioso sbotta

Fabrizio Corona è esploso su Instagram minacciando, qualora il ricorso non dovesse venire accettato, di andare a Roma davanti al Parlamento e di mostrare in un ledwall la puntata incriminata.
“Ce l’aspettavamo. Il giudice ha scelto di stare dalla parte del potere e ha emesso una sentenza da Settecento, molto pericolosa. Se dovessimo perdere in appello – perché abbiamo fatto ricorso – diventerà un problema per tutti i cittadini e per tutti i giornalisti. Io, se fossi negli altri giornalisti, mi arrabbierei e mi preoccuperei, perché questa decisione ha salvato un potente. Quando c’è di mezzo un’indagine con delle prove, per chiunque voglia fare inchiesta – cosa che ormai non fa più nessuno – questo diventerà un problema. Il giudice dell’udienza che abbiamo fatto giovedì, un personaggio strambo, molto strambo, in aula faceva il bullo, rideva, scherzava perché si sentiva superiore. Mi ha cacciato dall’aula. Sapete cosa gli ho detto? “Guardami in faccia. Guarda che sei un essere umano, eh. Non sei sopra le parti. Guarda che il popolo poi si rivolta”. Le cose che ha scritto in quest’atto alcune possono essere giuste, altre sono sbagliate. Dice che io non posso avere il diritto di critica perché non sono un giornalista: sbagliato. Questo vorrebbe dire che nessun cittadino italiano potrebbe dire cosa pensa di un altro. Ok, le parole possono essere un po’ forti. Mi diffidi? Pago quello che devo pagare. Ma non puoi scrivere che all’interno delle due puntate ci sono soltanto foto intime per distruggere una persona nell’immagine, che sono decontestualizzate e non danno nessuna prova. Perché quelle immagini e quelle chat sono alla base di un procedimento penale aperto alla Procura di Milano, dove Signorini è indagato per violenza ed estorsione, e qui viene scritto che quelle immagini e quelle puntate non hanno riscontro di prove oggettive“.
Fabrizio Corona ha poi aggiunto: “Vi dovete vergognare, ma io non mi fermo. Lo sapete che non mi fermo. Nel frattempo mi ero preparato. L’ho detto nelle piazze, l’ho detto nelle serate, l’ho detto in discoteca. Non posso lasciarvi senza la puntata del lunedì. Richiamate i vostri amici. Preparatevi. (…) Noi trattative. Non ne facciamo“. Insomma, la puntata uscirà ma modificata.
Fabrizio Corona, lo sfogo social: “Se non vinco l’appello andrò davanti al Parlamento e metterò un ledwall dove trasmetterò l’ultima puntata del sistema Signorini”
Fabrizio Corona, in uno sfogo su Instagram, ha poi scritto: “Il giudice del provvedimento d’urgenza Roberto Pertile ha deciso di impedirmi di pubblicare qualsiasi contenuto che possa essere ritenuto diffamatorio nei confronti di Signorini e mi ha ordinato di eliminare i contenuti precedentemente pubblicati“.
E ancora:
“Credo che quanto accaduto oggi debba preoccupare tutti, giornalisti e cittadini, perché se dovesse passare questo principio – contro il quale presenteremo immediatamente ricorso in appello – significherebbe che questo Paese non è più una democrazia, ma sta diventando una dittatura. Io, da bravo cittadino, come richiesto dal mio legale, mi adeguo al provvedimento e rimuovo da questo momento la possibilità per chiunque di visionare gli episodi 19 e 20. Archivio inoltre tutti i reel relativi alle due puntate dai profili social di Falsissimo e di Fabrizio Corona, che hanno superato i 100 milioni di visualizzazioni, riservandomi di ripubblicarli nel momento in cui il ricorso dovesse avere esito favorevole.
Nella puntata di stasera di Falsissimo, episodio 21, non pubblicherò – perché il giudice me lo ha impedito – le chat, le foto, i video e le interviste di tutte le persone coinvolte nel cosiddetto sistema Signorini. Non pubblicherò più le chat di Piscopo e Medugno, che a mio dire confermavano l’esistenza di un ricatto, ma la puntata sposterà l’attenzione dal sistema Signorini al sistema Mediaset. Noi non facciamo trattative. Se non dovessi vincere l’appello, andrò a Roma, davanti al Parlamento, costruirò un palco, installerò un ledwall e, in mezzo a tutti, renderò pubblica l’ultima parte del sistema Signorini, con tutti i documenti che oggi non posso pubblicare. P.S. Tutto il materiale che al momento non posso pubblicare sarà nei prossimi giorni messo a disposizione del pubblico ministero che sta indagando su Signorini, il dottor Gobbis, per le opportune valutazioni“.