Antonio Medugno rompe il silenzio e parla dopo la denuncia per Alfonso Signorini

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Antonio Medugno dopo la denuncia ad Alfonso Signorini rompe il silenzio, ecco le sue parole:


Non sto cercando compassione, né sto cercando approvazione, rispondo con calma e con i fatti alle domande che leggo ovunque, perché in questi giorni sono state dette molte cose false sul mio conto.
Sinceramente ne sono molto stanco!

Per anni ho provato a seppellirla, quando sei coinvolto in dinamiche di vergogna e paura, spesso non denunci subito.
Ti chiudi, ti colpevolizzi, temi di non essere creduto, ma sopratutto temi l’impatto sulla tua vita e sul lavoro.

È una cosa documentata: troppe persone ritardano la denuncia su queste vicende.
Io in quei quattro anni ho fatto terapia ed ho provato ad andare avanti.
Ho deciso di tutelarmi legalmente soltanto quando la situazione è diventata pubblica.

Ho capito che il silenzio mi avrebbe distrutto, perché in quel periodo non avevo la lucidità che ho oggi.
C’erano messaggi? Si, e con il senno di poi riconosco che erano messaggi ambigui, e che io forse avrei dovuto mettere un confine molto prima.
Ma quando sei giovane, quando hai tante pressioni addosso, quando temi di bruciarti opportunità lavorative, non ragioni sempre in modo lucido.

Io in quel momento, purtroppo mi sono fidato ciecamente del mio vecchio manager, quindi c’ho minimizzato ogni cosa, perché mi avevano manipolato facendomi pensare che fosse giusto così.

Non sono andato lì per fare sesso o ottenere favori, ci sono andato pensando di chiarire, di dimostrare che tipo di persona fossi, e che tipo di valori avessi.

È stata una scelta ingenua, lo ammetto, ma l’ingenuità non significa né consenso e né colpa, perché quando vivi una dinamica sbilanciata non sempre scappi subito.
Spesso minimizzi, razionalizzi, e ti dici di riuscire a gestirla. Che passerà!

Io ho sbagliato a stare vicino a quella situazione, invece di tagliarla subito: questo è il mio errore!
Ma restare non significa stare bene, ma soprattutto non significa che tutto ciò che è stato raccontato online sia vero.

Io ho avuto questa tendenza a minimizzare la cosa, perché ero completamente manipolato dal mio vecchio manager.

Su questo voglio essere chiarissimo: non sono mai andato al letto con Alfonso Signorini, né la prima volta, e né dopo. Mai.

Capisco il sospetto, perché intorno a questo contesto ci sono stati tanti messaggi allusivi, e di un rapporto che col senno di poi riconosco sbagliato.

Qui mi prendo la mia responsabilità: ho gestito malissimo quella situazione, ho lasciato spazio a quell’ambiguità che non avrei mai dovuto accettare.